Meet the Pros – Anelinda Di Muzio

Professor of Architectural Restoration for the JCU Continuing Education Program

The art and culture field have undergone a big transformation in the last few years, as digitization blurred the boundaries between art and technology. Augmented reality, 3D, new apps are just some of those instruments that are opening new horizons for the art world.

Anelinda Di Muzio, architect and professor for the JCU Continuing Education course in “Management and Digitization of Cultural Heritage,” shares her view on such a phenomenon and her advice for young professionals on how to deal with it.

  1. What do you teach at John Cabot University and what do you do outside JCU?

At JCU, I teach Architectural Restoration for the Continuing Education course in “Management and Digitization of Cultural Heritage.”

Outside JCU, I am a freelance architect and I mainly take care of research, planning and direction of monumental building restoration, and renovation of more recent buildings.

  1. How is digitization affecting the art and culture world? How is it reacting to such innovations?

The digitization of cultural heritage is opening a new prospective, but its use is not always supported by adequate considerations. On the one hand, sometimes the use of technologies can become dangerous when it is not appropriate for a specific context and when it leads to a mere “spectacularization.” On the other hand, a wise and cultured use of digital tools can foster a higher knowledge of cultural heritage, which is essential for its preservation and future permanence. Virtual and augmented reality have reached noteworthy goals, facilitating the fruition and appreciation of cultural assets together with their own protection.

Considering the wide diffusion of digital instruments, the art and culture world and its institutions are showing positive signals of interest.

  1. What is your piece of advice for young professional that are longing for a career in the art and culture field?

I suggest they deepen their knowledge after their BA, so to strengthen their competences and gain more self-confidence as they move in the art and culture world. I also encourage them to be proactive, to propose and promote their own ideas with no fear and with an open mind. Undoubtedly, detailed study, competence, knowledge and curiosity are the base for any career; plus, a generous dose of creativity should never be dismissed.

 

Incontra il professionista – Anelinda Di Muzio

Professoressa di Restauro Architettonico per l’Alta Formazione Cabot

Il mondo dei beni culturali ha subito una grande trasformazione negli ultimi anni, in seguito alla digitalizzazione che ha reso più flessibili i confini tra il mondo dell’arte e il mondo della tecnologia. La realtà aumentata, il 3D, le nuove app sono solo alcuni di quegli strumenti che stanno aprendo il mondo dell’arte e della cultura verso nuovi orizzonti.

Anelinda Di Muzio, architetto e professoressa per il Master in “Gestione e Digitalizzazione del Patrimonio Culturale” della Cabot, ci spiega le conseguenze di tale fenomeno e come i giovani professionisti possono confrontarsi con questa nuova realtà.

  1. Cosa insegna alla John Cabot University e di cosa si occupa al di fuori della JCU?

Alla John Cabot University insegno Restauro Architettonico nell’ambito del Master di Alta formazione in “Gestione e Digitalizzazione del Patrimonio Culturale.”

Al di fuori della JCU svolgo l’attività di architetto, libero professionista, occupandomi principalmente di ricerca, progettazione e direzione dei lavori di restauro di edifici monumentali e di recupero di edifici più recenti.

  1. Che impatto sta avendo la digitalizzazione sul mondo dei beni culturali e come sta reagendo quest’ultimo a tali innovazioni?

La digitalizzazione nel mondo dei beni culturali sta aprendo a nuove prospettive applicative non sempre supportate da adeguate riflessioni. Pertanto da una parte si assiste ad un uso delle nuove tecnologie non sempre adeguato ai temi e ai contesti nei quali ci si muove raggiungendo pericolosi traguardi di “spettacolarizzazione”, dall’altra una maggiore attenzione, un uso colto degli strumenti digitali consente di raggiungere risultati importanti nel campo della conoscenza dei beni culturali, propedeutica alla conservazione e alla trasmissione al futuro dei beni stessi. Da non sottovalutare sono anche i nuovi traguardi raggiunti con la realtà virtuale e la realtà aumentata che favoriscono la fruizione e la valorizzazione dei beni stessi, senza trascurare gli aspetti della tutela.

A giudicare dal grado di diffusione degli strumenti digitali per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico, il mondo dei beni culturali, rappresentato dalle istituzioni cui è demandata la tutela, mostra positivi segnali di interesse.

  1. Che consiglio darebbe ai giovani professionisti che vogliono intraprendere la loro carriera nell’arte e nella cultura?

Ai giovani consiglio sempre un approfondimento della formazione con studi post lauream che consentono di accrescere la preparazione e di muoversi con maggiore sicurezza nell’ambito dell’arte e della cultura. Li sprono anche a proporsi, a portare avanti le loro idee, a promuoverle senza timore ma avendo voglia di confrontarsi con gli altri e mettersi in gioco. Sicuramente l’approfondimento, la preparazione, la conoscenza e la curiosità sono alla base di qualsiasi carriera e non va trascurata anche una dose importante di creatività.

Center for Career Services & Continuing Education 
John Cabot University 

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